Genitori italiani e imprenditori in Olanda
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Genitori e imprenditori italiani in Olanda

Qual è il percorso giusto da seguire per diventare imprenditori italiani in Olanda, è una domanda che ricorre spesso negli spazi social, e che trova di frequente risposta nelle pagine di molti siti e blog dedicati a chi vuole trasferirsi o vive già in questo piacevole paese

In questa pagina, ed in questa, ho già fatto un’analisi, spero soddisfacente, della situazione lavorativa in Olanda, basandomi più che altro sulla mia personale esperienza, e su quella di un campione significativo di altre persone a me più o meno vicine

In n questa pagina invece ho cercato di fare un’analisi piu ravvicinata delle procedure previste dallo Stato olandese per gli italiani intenzionati a diventare imprenditori in Olanda

A questo articolo invece voglio dare un taglio più personale, riassumendo la storia di due donne, imprenditrici e mamme che hanno deciso di dare una svolta professionale alla loro vita, tentando, una volta in Olanda, di aprirsi con successo nuove strade, diverse da quelle percorse in precedenza in Italia

…Per quali ragioni? viene spontaneo chiedersi

Per puro spirito di avventura o voglia di rimettersi in gioco affrontando nuove sfide?

Per provare l’ebrezza di un lavoro che permette di essere il capo di se stessi (e magari anche di altri) ?

Oppure la loro scelta è stata dettata dal desiderio di svolgere un’attività che si conciliasse meglio con gli impegni familiari?

Chiediamolo direttamente ad Ornella Parascandolo

Di origine campana, madre di una bambina di 3 anni, titolare insieme alla sua collega e amica Santina della società Play and Learn, che offre servizi di babysitteraggio e di insegnamento della lingua italiana Inoltre da poco gestiscono una Ludoteca ad Amsterdam

Ornella, quando ti sei trasferita in Olanda dall’Italia e cosa ti ha spinto a scegliere questo paese piuttosto che altri?

Mi sono trasferita ad Amsterdam circa 5 anni fa. Come già capitato altre volte, ero venuta a far visita a mia sorella che viveva già qui. Avevo fatto un biglietto andata e ritorno per due settimane, ma quello del ritorno non l’ho mai usato…In Italia lavoravo come libero professionista, ero agente di commercio. Un po’ per curiosità, un po’ dietro consiglio di mia sorella, decisi di guardarmi in giro e vedere cosa poteva offrirmi la città

Perché hai scelto di cambiare filone professionale optando per l’educazione infantile?

Prima di essere agente di commercio lavoravo come animatrice per bambini. Così ho pensato di mettere qualche annuncio in giro, e dopo qualche colloquio ho iniziato a lavorare full time come babysitter. In seguito mi è stato richiesto di insegnare italiano ai bambini e così ho seguito un corso per insegnare italiano

Quali sono state le paure e difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare durante il percorso di realizzazione iniziale della tua attività, soprattutto se confrontate con il tuo lavoro in Italia?

Beh, non poche anzi…in una città nuova, senza conoscere nessuno è stato e lo è tuttora, non proprio semplice. Cercare costantemente nuovi clienti, non perdere i vecchi, essere sempre aggiornato su tutto quello che ti circonda, la contabilità, cose però comuni anche al lavoro in Italia

La cosa più difficile, soprattutto inizialmente, ma anche tuttora, è stata ed è la lingua. Ho seguito due corsi di olandese, e continuo a studiarlo

Hai deciso di specializzarti nel settore educativo, ma svolgi tre funzioni differenti, seppure simili fra loro sotto molti aspetti. Con quale di queste empatizzi meglio? 

Senza dubbio stare in compagnia dei bambini. Che sia un semplice babysitteraggio o in Ludoteca le emozioni che ti regalano i bambini quando li fai sorridere o quando arrivano con un fiorellino in regalo sono qualcosa di indescrivibile

Quali consigli ti sentiresti di dare a chi sta pensando di intraprendere la tua stessa strada?

Ho conosciuto molte persone, per lo più ragazzi, venuti qui e poi tornati in Italia dopo poco perché non avevano trovato il lavoro dei sogni. Quello che mi sento di dire è che il lavoro dei sogni non esiste, esiste quello che costruisci giorno dopo giorno, mattone su mattone, in qualsiasi paese ti trovi, con tanti sacrifici, pizzichi sulla pancia, ma anche belle soddisfazioni

Auguriamo a Ornella di riuscire a realizzare sempre e al meglio i suoi obiettivi personali e professionali

Contatti di Ornella

Telefono: 06/40832340

Email: playandlearn.seo@gmail.com

Questa è invece la storia di un’altra mamma e lavoratrice, Laura Pirani (originaria di Bologna) 

In breve, arrivata in Olanda 12 anni fa per completare un percorso di studi in linguistica, ha trovato lavoro ad Amsterdam. Dopo due anni di pendolare fra Eindhoven e Amsterdam ha deciso di orientarsi su altri rami professionali

Ha quindi lavorato dapprima come libero-professionista, lavorando prevalentemente da casa, in un campo che le ha permesso di sfruttare le sue passioni e conoscenze

In seguito, si è indirizzata su un diverso filone professionale, quello del marketing digitale, lavorando presso diverse aziende a Eindhoven, città in cui tuttora risiede con la sua famiglia e dalla quale non si è mai spostata

Ad approfondire meglio il suo percorso di lavoro, sarà proprio lei nell’intervista che segue:

Laura, quali sono state le motivazioni che ti hanno indotto a trasferirti in Olanda?

Durante il percorso di dottorato fatto presso l’Università di Verona il mio professore mi ha suggerito di trascorrere un periodo di ricerca in Olanda presso un centro che si occupa proprio dei temi che ho poi sviluppato nella mia tesi

Trovandomi bene nell’ambiente di studio e lavoro in cui avevo vissuto a Leida ed essendo interessata a vivere un’esperienza all’estero in condivisione con il mio compagno, abbiamo deciso di provare a cercare lavoro nei Paesi Bassi.  Dopo pochi mesi siamo approdati ad Eindhoven, io ancora dottoranda e lui senior scientist. E lí siamo rimasti, felici e contenti

Puoi raccontarci in breve qual è stato il tuo percorso professionale iniziale fino adesso? quali sono state le tue paure e difficoltà iniziali e quelle con cui ti trovi ancora adesso a confrontarti?

Fino a quando lavoravo all’universitá tutto scorreva sereno, l’ambiente era tutto sommato amichevole ed estremamente multiculturale. Quando ho iniziato a lavorare per un’azienda olandese e mi sono dovuta confrontare con una cultura diversa, a tratti spigolosa ed indubbiamente molto diretta, ho cominciato a rimpiangere un po’ il mio paese

Lo shock è stato piú emotivo che professionale. Nel primo ruolo che ho occupato mi sono trovata benissimo, ho applicato quello che avevo studiato, ho ricevuto feedback, ho avuto la possibilità di imparare tanto e ho visto i risultati di quello che ho fatto. Tutto condito da qualche lacrima qua e lá, da qualche momento di avvilimento, ma anche dalla forza che i commenti, soprattutto quelli negativi, mi hanno trasmesso

Lo shock culturale è passato dopo un annetto e da lì in poi i rapporti professionali con gli olandesi sono sempre andati a gonfie vele: apprezzo la loro onestà, mi piace il fatto che non siano invidiosi ma cerchino di collaborare per raggiungere risultati in maniera collettiva e condivisibile

Tuttavia, questa è la mia storia…sicuramente c’è chi ha avuto esperienze differenti. Ringrazio comunque il fatto che il paese è fortemente multi-etnico e che questo si rispecchi nel modo di vivere e consenta a tutti gli expat di sentirsi accolti e di poter vivere in un’atmosfera serena

Dopo le prime esperienze lontano da Eindhoven ho aperto la mia piccola azienda in cui lavoravo a progetto e come consulente linguistico. 6 anni favolosi, anche perchè grazie alla flessibilità e all’entusiasmo che mi erano stati concessi da un lavoro come freelancer ho avuto i miei due bambini e ho potuto trascorre con loro tutto il tempo che volevo nei primi anni

Una volta che mi sono sentita pronta per uscire dalla mia piccola bolla professionale e di affrontare di nuovo il mondo del lavoro come dipendente, ho studiato marketing e ho imparato molti aspetti di un settore che da sempre mi aveva affascinato

Rimettersi alla prova e cercare nuovi entusiasmi professionali è un consiglio che darei a tutti. Soprattutto da quando sono diventata mamma ho sempre visto disponibilità e apertura nei miei confronti per quanto riguarda  gli impegni, gli imprevisti e le notti complesse che si hanno quando si diventa genitori

Anche in questo, chissà, forse sono stata fortunata…spero comunque che l’esperienza della maggior parte della mamme e dei papà che leggono e vivono nei Paesi Bassi sia la stessa

E spero che le miei parole di positività possano spronare qualcuno a scegliere di inziare una propria attività senza avere troppi timori. Di portare avanti le proprie idee senza farsi abbattere, di fare domande, di chiedere spiegazioni su come si possa venire assistiti, di mettere sempre in rilievo le proprie capacità

Con quali attività fra tutte quelle che hai svolto in passato in Olanda e che tuttora svolgi o pianifichi di svolgere, avverti una maggiore affinità ?

Senza dubbio l’attività come freelancer e l’esperienza relativa alla creazione di una scuola di Lingua e Cultura Italiana che sto portando avanti da qualche mese a questa parte con due colleghe

La prima perchè mi ha insegnato molto e mi ha rafforzato immensamente, mi ha aiutato a gestire degli aspetti amministrativi e delle situazioni di gestione dei progetti a volte intricate, ma comunque sempre superabili; la scuola perchè mi trasmette entusiasmo e nel contempo mi dà soddisfazioni enormi

Ancora non sappiamo come andrà, ma abbiamo avuto tanto appoggio e crediamo che possa fornire un bagaglio linguistico-culturale e sociale permanente ai nostri figli bilingue e a tutti i bambini italiani (bilingue o trilingue) che vorranno prenderne parte

Puoi raccontarci in breve come sei arrivata alla scelta di aprire una scuola di italiano a Eindhoven? Quali sono gli obiettivi del progetto e a quale categoria di studenti si rivolge la scuola? 

Quando vedi che i tuoi bambini vanno alla scuola olandese e cominciano a parlare e scrivere in una lingua che non è la tua lingua madre cominci a dirti: “Vorrei e spererei che facessero la stessa cosa anche in italiano; non solo perchè anche l’italiano fa parte della loro vita e della loro origine, ma anche perchè gli servirà tanto in futuro

Gli aiuterà a sentirsi più sicuri e perchè i bilingui hanno maggiori capacità di problem-solving e sono maggiormente aperti versi altre culture e modi di pensare”

Non essendoci nessuna offerta, ho inziato a parlare con un’amica, Gisi, e successivamente si è unita a noi Juliana ed abbiamo inziato a parlare, a fare ricerca, a contattare altre scuole di lingua (francese, turca, spagnola, cinese ecc.) ad Eindhoven e centri di lingua italiana in Olanda

Piano piano il progetto ha preso forma e ora siamo pronte per partire, anche grazie al fatto che avremo l’appoggio dell’ESI (Ente Scuola Italiana) qualora riusciremo a raccogliere un numero sufficiente di adesioni

Gli obbiettivi sono di insegnare a leggere e a scrivere correttamente e fluentemente in Italiano ai bambini che parteciperanno. Di fargli fare esercizi divertenti per migliorare la pronuncia, di incentivarli ad usare la lingua attraverso, ad esempio, lezioni di teatro o presentazioni di ciò che piace loro fare

Alla fine del corso riceveranno un diploma che ha valore legale in Italia. La scuola si rivolge ai bambini dai 4 ai 12 anni e si svolge settimanalemente dopo la scuola elementare, alle 15. I bambini dai 4 ai 5 anni compresi svolgeranno attivitá che hanno a che fare con la prima alfabetizzazione e seguiranno un programma adatto alla loro età

I bambini dai 6 ai 12 anni verranno divisi in gruppi e porteranno avanti attivitá che comprendono anche lo studio della cultura, della storia e della geografia e potranno optare per le attività che preferiscono e che gli proponiamo, esattamente come accade nella scuola olandese

Siccome non vogliamo nè farli annoiare nè creare in loro confusione, vogliamo mantenere quello che è il metodo olandese di insegnamento, che rappresenta in ogni caso il loro punto di riferimento, ed applicarlo allo studio dell’italiano.

Come riesci a conciliare la tua vita di lavoratrice, imprenditrice e mamma di due bambini?

Onestamente ancora non lo so…la giornata è lunga per fortuna e poi ho la possibilità di lavorare 4 giorni a settimana o da casa quando necessario o comunque gestirmi gli appuntamenti senza dover impazzire (più o meno). Poi ci si aiuta molto con il papà, e anche lui non lavora full-time

Grazie per aver condiviso la tua storia con noi, ti auguriamo con tutto il cuore di riuscire a realizzare i tuoi progetti di vita e di lavoro

Grazie a te!

Contatti – Se qualcuno avesse bisogno di consigli anche su come avere la partita IVA e di quello che comporta, così come sulla scuola di lingua e cultura italiana o qualunque altra cosa di cui ho parlato, resto volentieri a disposizione!

pirani.laura@gmail.com

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